
La donna giusta, al momento giusto. Anche solo per 10 secondi
Quando una presenza femminile può cambiare una serata, una situazione sociale e perfino il modo in cui gli altri vedono te.
Hai un invito per venerdì sera.
È uno spettacolo particolare, un evento che ti incuriosisce davvero e al quale, in altre circostanze, andresti volentieri.
Il problema è che ci andrai da solo.
Sai già che troverai tavoli di amici, compagnie, uomini con le loro partner. Forse ci sarà anche una donna del tuo passato che non vedi da tempo.
Da solo potresti comunque divertirti. Eppure continui a rimandare la prenotazione.
Hai perfino pensato di invitare una donna che conosci appena. Poi un'altra. Magari chiedendole di portare un'amica. Non perché tu stia cercando necessariamente un appuntamento romantico, e nemmeno perché pensi al sesso.
Semplicemente, vorresti entrare lì con qualcuno accanto.
E improvvisamente ti accorgi che forse preferiresti addirittura rinunciare alla serata piuttosto che andarci ancora una volta da solo.
Se questa situazione ti sembra familiare, potresti avere un'esigenza molto più comune di quanto immagini.
Forse non vuoi una fidanzata. Ti serve una presenza.
Ci sono necessità semplici da spiegare.
Se vuoi una cena prenoti un ristorante. Se hai bisogno di un passaggio chiami un taxi. Se cerchi una prestazione sessuale sai bene quali parole utilizzare.
Ma cosa cerchi quando il tuo bisogno è diverso?
Come spieghi che vorresti una donna elegante e molto attraente al tuo fianco durante una cena aziendale?
Che ti piacerebbe essere aspettato fuori dall'ufficio da una donna capace di attirare qualche sguardo?
Che domenica vorresti presentarti dai tuoi genitori con una compagna, anche solo per non affrontare per l'ennesima volta le domande sulla tua vita sentimentale?
Oppure che andrai a una festa dove sarà presente la tua ex e, per una volta, non vuoi arrivare solo?
Molti uomini probabilmente non cercano questo servizio semplicemente perché non sanno che possa esistere, non sanno come chiamarlo o si vergognano perfino di ammettere di desiderarlo.
Eppure il bisogno esiste.
“Présence sur mesure”: presenza su misura
Possiamo definirla “Présence sur mesure”, cioè presenza su misura.
Non è il nome ufficiale di una professione. È un'espressione utile per descrivere una forma di accompagnamento nella quale il valore non dipende necessariamente dal numero di ore trascorse insieme.
Conta soprattutto il ruolo che quella donna deve avere in una determinata situazione.
Può essere una normale accompagnatrice per una cena, un viaggio, un concerto o un weekend.
Ma può anche essere la donna che ti aspetta davanti all'ufficio.
La compagna con cui entri a un matrimonio.
La persona che presenti ai colleghi.
La “fidanzata” che per una sera conosceranno i tuoi genitori.
La donna che deve semplicemente farsi vedere accanto a te da una persona precisa.
Oppure qualcuno con cui fare una cosa apparentemente insignificante come bere un cappuccino alle otto del mattino.
“Non voglio andarci da solo”
Questa frase merita più attenzione di quanto sembri.
Non voglio andarci da solo.
Non significa necessariamente:
“Sono incapace di conoscere persone.”
Può voler dire semplicemente:
“In quella particolare situazione starei meglio se avessi qualcuno accanto.”
Un uomo può avere amici, colleghi, parenti, interessi e una vita professionale intensa, ma non avere la persona giusta disponibile per una determinata occasione.
Può essere appena uscito da una relazione.
Può essere single da anni.
Può avere amici tutti sposati.
Può essere perfettamente capace di entrare da solo in un locale e tuttavia essere stanco di farlo.
All'estero esistono già servizi professionali costruiti esattamente intorno a questa necessità: un plus-one platonico per matrimoni, ricevimenti, eventi professionali, concerti e occasioni sociali nelle quali non si vuole comparire soli.
Non voglio sentirmi solo. E non voglio essere visto solo.
Sono due esigenze diverse.
E spesso vengono confuse.
Nel primo caso l'effetto sugli altri non interessa quasi per niente.
Immagina un uomo che entra in un locale pieno di gruppi di amici e coppie.
Da solo ordina qualcosa, si siede, guarda intorno. Dopo pochi minuti può iniziare a percepire la propria solitudine molto più intensamente di quanto la percepisse prima di entrare.
Non perché gli altri lo stiano necessariamente giudicando.
È lui che comincia a vedersi attraverso quella stanza.
Con una compagna accanto la serata cambia immediatamente. Ha qualcuno con cui parlare, commentare ciò che accade, ordinare, ridere, alzarsi, cambiare tavolo.
La presenza modifica innanzitutto la sua esperienza.
Nel secondo caso, invece, il punto è proprio essere visto.
Ed è una dinamica completamente diversa.
Quando vuoi che qualcuno ti veda con lei
Immagina di sapere che la tua ex sarà presente a una festa.
Non vuoi riconquistarla.
Non vuoi parlarle.
Non vuoi nemmeno provocarla apertamente.
Ma ti piacerebbe che ti vedesse entrare con una donna bellissima.
La scena potrebbe essere semplicissima.
Entrate insieme.
Tu le prendi il cappotto.
Lei si avvicina e ti dice qualcosa sottovoce.
Ridete.
Vi spostate verso il vostro tavolo senza nemmeno guardare nella direzione della persona che dovrebbe notarvi.
Quindici secondi.
Forse bastano.
Perché se la scena viene vista, il resto può farlo l'immaginazione.
Il desiderio di utilizzare una falsa presenza sentimentale per suscitare gelosia è tutt'altro che nuovo. Già nel 2013 The Guardian documentava servizi di “fake girlfriend” online pubblicizzati anche per far ingelosire una ex o dare pubblicamente l'impressione di avere una nuova relazione.
Il mezzo era diverso.
Il bisogno psicologico no.
Perché vedere un uomo con una donna attraente può cambiarne la percezione
C'è poi un elemento ancora più interessante.
Non è soltanto una fantasia maschile pensare che essere visto accanto a una donna molto attraente possa influenzare il modo in cui si viene percepiti.
La psicologia ha studiato un fenomeno chiamato mate-choice copying: in determinate condizioni, le persone utilizzano anche le scelte sentimentali degli altri come informazione nella valutazione di un possibile partner.
In uno studio sperimentale, sia uomini sia donne mostravano maggiore disponibilità a considerare una persona per una relazione a lungo termine quando quella persona veniva mostrata accanto a un partner attraente. Nello stesso esperimento, l'effetto risultava particolarmente forte nelle partecipanti donne. Lo studio è disponibile su PubMed Central.
Un altro lavoro ha approfondito il fenomeno specificamente nelle donne e ha trovato qualcosa di ancora più interessante: un uomo risultava maggiormente desiderabile quando la donna attraente mostrata accanto a lui veniva descritta come la sua attuale partner romantica.
Non bastava quindi una bella donna casualmente presente nella fotografia.
Contava l'impressione che quella donna lo avesse scelto.
I ricercatori hanno inoltre osservato che le partecipanti tendevano a utilizzare questa informazione per inferire nell'uomo qualità positive non immediatamente visibili. La ricerca è consultabile integralmente su PubMed Central.
Tradotto fuori dal laboratorio, il ragionamento implicito potrebbe essere qualcosa del genere:
“Se una donna così sembra stare volentieri con lui, forse lui possiede qualità che io ancora non vedo.”
Fascino?
Sicurezza?
Status?
Intelligenza?
Personalità?
Successo?
Non importa necessariamente quale sia la risposta.
È sufficiente che nasca la domanda.
Non basta avere una bella donna a mezzo metro di distanza
Questo è un particolare decisivo.
Una donna molto bella che si trova casualmente accanto a un uomo non comunica necessariamente nulla.
Deve esistere qualche piccolo segnale che faccia pensare agli osservatori:
“Lei è qui con lui.”
Ed è qui che entra in gioco la professionalità.
Non servono grandi effusioni.
Anzi.
Un sorriso rivolto soltanto a lui.
Una mano appoggiata per un secondo sull'avambraccio.
Lei che gli sistema il bavero della giacca.
Una frase sussurrata all'orecchio.
Il modo in cui lo aspetta mentre lui saluta qualcuno.
Il fatto che entrino e se ne vadano insieme senza sembrare preoccupati di dimostrare qualcosa.
Le coppie hanno una specie di grammatica privata.
Piccoli automatismi che riconosciamo senza pensarci.
Una brava accompagnatrice non dovrebbe recitare una relazione.
Dovrebbe riuscire a suggerirla.
Dieci secondi possono valere più di una serata
Siamo abituati a misurare un servizio in ore.
Ma una presenza su misura mette in crisi questa logica.
Immagina che un uomo voglia essere visto dai colleghi mentre lascia il lavoro insieme a una donna molto attraente.
L'incontro visibile potrebbe durare dieci secondi.
Ma per realizzarlo bene lei deve sapere:
- quale ingresso utilizzerà;
- a che ora esce normalmente;
- dove aspettarlo senza sembrare in attesa di un cliente;
- come vestirsi in relazione al luogo;
- quali persone potrebbero trovarsi all'esterno;
- come riconoscerlo immediatamente;
- che tipo di familiarità mostrare;
- come andarsene insieme in modo naturale.
Se arriva venti minuti tardi, può aver perso l'intera occasione.
Il servizio visibile dura pochi secondi.
La preparazione no.
Ecco perché uno degli incarichi apparentemente più brevi può essere anche uno dei più delicati.
La finta fidanzata da presentare alla famiglia
Ci sono situazioni più impegnative.
Un pranzo con i genitori.
Una festa di famiglia.
Una reunion.
Il matrimonio di un fratello.
Un uomo potrebbe essere semplicemente stanco della stessa domanda:
“Ma tu quando trovi qualcuno?”
Per una volta arriva accompagnato.
Lei sa dove lavora.
Sa come si sono “conosciuti”.
Conosce due o tre informazioni essenziali.
Porta magari una bottiglia di vino o un piccolo regalo.
Non deve costruire una biografia parallela di cinquanta pagine.
Più la storia è semplice, più è credibile.
Fenomeni molto più strutturati esistono da decenni in Giappone, dove sono state documentate agenzie che forniscono persone incaricate di interpretare partner, amici o perfino familiari in particolari situazioni sociali.
Può sembrare estremo.
Ma l'esigenza di fondo è comprensibile: gestire per qualche ora il modo in cui gli altri leggono la nostra vita.
Il matrimonio dove tutti saranno in coppia
Ricevi un invito.
Ti fa piacere.
Poi guardi la lista mentale delle persone che probabilmente incontrerai.
Quasi tutte sposate.
Alcune con figli.
Altre che non vedi da vent'anni.
Sai già che dovrai raccontare cosa fai, dove vivi e inevitabilmente anche perché sei ancora single.
Potresti andarci da solo.
Oppure potresti decidere che, per quella giornata, non ne hai nessuna voglia.
Non c'è necessariamente vergogna in questo.
È una scelta.
La reunion dopo venticinque anni
Questa potrebbe essere perfino più interessante.
Una cena con i vecchi compagni di scuola.
Persone che ti ricordano a diciotto anni e che non hanno seguito quasi nulla della tua vita successiva.
Arrivi con una donna elegante, brillante e sicura di sé.
Non è necessario raccontare che state progettando il matrimonio.
Potrebbe bastare presentarla per nome.
Ancora una volta, sono gli altri a costruire il resto.
“Mi aspetti fuori dall'ufficio?”
Forse è uno degli incarichi più semplici e allo stesso tempo più cinematografici.
Una donna aspetta vicino all'ingresso.
Non deve sembrare una modella in posa.
Guarda il telefono.
Quando lui esce cambia espressione.
Sorride.
Gli va incontro.
Magari gli prende il braccio.
Se ne vanno.
La mattina seguente:
“Ma chi era quella di ieri sera?”
Il lavoro è riuscito.
Il supermercato può essere più intimo di un ristorante stellato
Non tutte le situazioni devono avere una finalità sociale.
A volte un uomo potrebbe desiderare semplicemente un pezzo di quotidianità.
Andare insieme al supermercato.
Lei prende una bottiglia di vino e gli chiede se la conosce.
Lui dice che è pessima.
Lei la mette comunque nel carrello.
Litigano per scherzo sulla marca del caffè.
Comprano qualcosa per cena anche se non ceneranno insieme.
Non è accaduto praticamente nulla.
Eppure per un'ora quell'uomo ha vissuto qualcosa che potrebbe mancargli da anni: una normalità condivisa.
Una colazione prima di una giornata difficile
Alle nove hai una riunione importante.
Alle otto fai colazione con una donna piacevole.
Niente discorsi profondi.
Niente sesso.
Niente promesse.
Parlate di una vacanza, del traffico, di un cameriere particolarmente nervoso.
Lei prende in giro la tua cravatta.
Alle otto e trenta vi salutate.
Arrivi in ufficio con un umore diverso.
Forse era esattamente quello che volevi acquistare.
Quando serve una compagna, non una fidanzata
Non sempre deve esistere alcuna finzione sentimentale.
Immagina un ricevimento dopo un congresso.
L'uomo viene presentato a dirigenti, clienti, professionisti.
La donna che lo accompagna può essere presentata semplicemente con il suo nome.
Nessuno deve credere che sia sua moglie.
Ma lui non entra solo.
Ha qualcuno con cui iniziare la serata.
Lei sa conversare, ricordare i nomi, capire quando inserirsi e quando fare un passo indietro.
Ed è qui che scopriamo una cosa fondamentale.
La bellezza non basta
Una donna spettacolare può attirare l'attenzione.
Ma se dopo trenta secondi mette in imbarazzo la persona che accompagna, il servizio è fallito.
Una vera specializzazione in questo tipo di compagnia richiede altro:
- intelligenza sociale;
- capacità di leggere rapidamente l'ambiente;
- buona conversazione;
- memoria per nomi e dettagli;
- discrezione;
- capacità di improvvisazione;
- sicurezza senza protagonismo;
- adattamento al contesto;
- puntualità;
- e soprattutto naturalezza.
Bisogna sapere quando essere la donna che tutti notano.
E quando diventare semplicemente la persona seduta accanto a lui.
Farla ingelosire non significa umiliarla
Una professionista dovrebbe anche avere limiti molto chiari.
Essere vista accanto a un uomo davanti alla sua ex è una cosa.
Passare tutta la sera inseguendola per il locale, baciarlo davanti a lei e cercare deliberatamente di farla soffrire è un'altra.
La differenza può essere sintetizzata così:
puoi aiutare qualcuno a far nascere una domanda nella testa di un'altra persona senza diventare uno strumento per umiliarla.
Lo stesso vale per scherzi, finte relazioni e ruoli sociali.
Niente truffe.
Niente molestie.
Niente situazioni pericolose.
Niente persone coinvolte contro la propria volontà in scenari aggressivi.
Gli incarichi più strani potrebbero essere quelli più divertenti
Una volta compreso il concetto, le possibilità diventano enormi.
- aspettare qualcuno all'aeroporto con un cartello spiritoso;
- accompagnarlo a ritirare un'auto nuova;
- arrivare insieme all'inaugurazione di un locale;
- essere presenti per venti minuti a una festa dove deve essere visto da determinate persone;
- accompagnarlo alla consegna di un premio;
- partecipare a uno scherzo organizzato dagli amici;
- essere la “nuova compagna” a una cena con vecchi conoscenti;
- fingere un incontro casuale davanti a qualcuno;
- fare shopping insieme prima di un evento;
- accompagnarlo a scegliere un regalo;
- aspettarlo nella hall di un hotel dopo un congresso;
- andare insieme a un vernissage;
- fare una passeggiata nel luogo dove sa che incontrerà determinate persone;
- bere un caffè nel bar frequentato dai colleghi;
- partecipare a una cena di famiglia;
- entrare insieme in un locale e andarsene dopo dieci minuti.
Alcune situazioni possono sembrare assurde.
Finché non conosci il motivo.
La parte che molti uomini fanno fatica ad ammettere
C'è infine un problema culturale.
Un uomo può spendere senza imbarazzo per un'automobile costosa.
Per un personal trainer.
Per un consulente d'immagine.
Per una cena da trecento euro.
Per un hotel.
Ma può avere difficoltà a pronunciare una frase come:
“Vorrei una donna che venga con me perché non voglio essere l'unico single della serata.”
Perché quella richiesta sembra raccontare qualcosa di lui.
Sembra ammettere una mancanza.
Può perfino sembrare umiliante.
Eppure esistono servizi professionali internazionali dedicati proprio alla compagnia platonica e al professional plus-one.
Questo significa una cosa molto semplice:
se hai mai sentito un bisogno simile, sicuramente non sei stato il primo.
Non compri una donna. Compri una soluzione a una situazione precisa.
È forse la distinzione più importante.
Non si acquista la persona.
Si acquista un servizio concordato.
Il fatto che una donna sia bellissima e magari estremamente sensuale non implica automaticamente alcuna disponibilità sessuale.
La richiesta può essere completamente platonica.
Una cena.
Una presenza.
Un ruolo.
Una situazione sociale.
Un momento preciso.
Forse eri disposto a rinunciare a qualcosa che desideravi
Torniamo alla serata dell'inizio.
Quell'evento al quale avresti voluto partecipare.
Forse alla fine non saresti andato.
Non perché non ti interessasse.
Ma perché l'idea di arrivare da solo, sederti da solo e magari incontrare una determinata persona da solo aveva finito per pesare più del piacere della serata.
Questo introduce una terza funzione della presenza su misura, forse la più importante:
non serve soltanto a non sentirsi soli.
Non serve soltanto a non essere visti soli.
Può permetterti di fare qualcosa a cui avresti rinunciato proprio perché avresti dovuto farlo solo.
In questo caso l'accompagnatrice non migliora semplicemente l'esperienza.
La rende possibile.
Forse stavi cercando proprio questo senza sapere come chiamarlo
Forse non hai mai cercato una “Présence sur mesure”.
Fino a pochi minuti fa probabilmente non conoscevi nemmeno questa espressione.
E forse “finta fidanzata” non descrive affatto ciò che desideri.
Non vuoi una relazione.
Non cerchi necessariamente sesso.
Non vuoi ingannare il mondo.
Hai semplicemente una situazione davanti a te e sai che sarebbe completamente diversa se accanto avessi la donna giusta.
Potrebbe essere una cena.
Una festa.
Una ex.
Un matrimonio.
Un gruppo di colleghi.
La tua famiglia.
Una premiazione.
Una vacanza.
Una colazione.
Una porta da attraversare.
O dieci secondi all'uscita dall'ufficio.
Il valore di una presenza non si misura sempre con l'orologio.
A volte conta soltanto essere la donna giusta, nel posto giusto, nel momento esatto in cui qualcuno sta guardando.
Nota sulle fonti e sugli esempi
Gli scenari narrativi utilizzati nell'articolo sono esempi creati per illustrare situazioni plausibili e non descrivono specifici clienti, inserzioniste o episodi realmente accaduti. I fenomeni generali trattati sono invece documentati: esistono servizi internazionali di accompagnamento platonico e professional plus-one, sono stati pubblicamente offerti servizi di “fake girlfriend” anche con finalità legate alla gelosia e la letteratura scientifica ha studiato il fenomeno del mate-choice copying e l'influenza delle informazioni sociali sulla desiderabilità percepita. I link presenti nel testo rimandano direttamente ad alcune delle fonti utilizzate.
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