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Blog 1001notte
I nostri articoli esclusivi dedicati al mondo dell'escorting di lusso
Inserzionista escort in attesa di contatti e accompagnatrice a cena con un cliente

Quanti contatti porta un annuncio escort? Forse stai facendo la domanda sbagliata

Dal search intent al primo messaggio: cosa può realmente fare un sito di luxury escort, cosa dipende dall'inserzionista e perché più contatti non significa necessariamente ottenere risultati migliori

"Quanti contatti riceverò pubblicando il mio annuncio su 1001notte?"

È una domanda assolutamente legittima.

Un'inserzionista sta valutando se investire il proprio denaro per pubblicare un annuncio e vuole sapere che cosa può aspettarsi. Sarebbe molto più strano il contrario.

Quante persone vedranno il mio profilo? Quante mi contatteranno? Quale Formula funziona meglio? Quanti contatti genera mediamente un annuncio? Quanti di questi contatti si trasformano poi in incontri?

Sono domande comprensibili.

Il problema nasce quando si immagina che esista una risposta semplice, magari rappresentabile con una percentuale, una media o un rassicurante "ti porterà X contatti al mese".

Dopo venticinque anni trascorsi ad osservare questo mercato dall'altra parte dello schermo, pensiamo che nel luxury escorting quei numeri, presi da soli, possano raccontare molto poco. In alcuni casi possono addirittura raccontare la storia sbagliata. Quindi abbondoniamo Google Analytics e Matomo.

Per capire perché, questa volta non partiamo dai numeri.

Partiamo da un uomo.

Non sappiamo chi sia. Non sappiamo dove abiti, quanto guadagni, quale automobile possieda o quanto denaro abbia sul conto corrente. Non sappiamo nemmeno se sia educato, rispettoso e realmente interessante per l'inserzionista che eventualmente deciderà di contattare.

Sappiamo però una cosa.

Sappiamo che cosa sta cercando.

Ed è proprio da lì che comincia tutto.

Un uomo apre Google e cerca "escort lusso Milano"

Immaginiamo un uomo che apre Google e scrive:

escort lusso Milano

Quell'uomo avrebbe potuto cercare semplicemente "escort Milano".

Non lo ha fatto.

Quell'uomo ha aggiunto una parola molto precisa alla propria ricerca: lusso.

Una sola parola non ci permette certamente di conoscere quell'uomo. La parola "lusso" non ci autorizza a definirlo ricco e tantomeno ci permette di attribuirgli automaticamente educazione, eleganza o buone maniere.

Quella parola, però, ci comunica qualcosa di estremamente importante.

In quel preciso momento quell'uomo sta cercando volontariamente qualcosa che considera diverso dall'offerta standard.

Questo è il search intent. (intento di ricerca)

Non è necessario conoscere la terminologia del marketing per comprenderlo. Basta pensare a quello che facciamo tutti, ogni giorno, quando cerchiamo qualcosa su Internet.

Una persona che cerca "hotel Venezia" e una persona che cerca "hotel 5 stelle Venezia" stanno cercando entrambe una camera dove dormire.

Ma stanno davvero cercando la stessa esperienza?

La risposta è no.

La persona che ha aggiunto "5 stelle" alla propria ricerca sa già che incontrerà strutture, servizi e prezzi differenti. Nessuno ha controllato il suo patrimonio prima di mostrarle i risultati di Google. Quella persona potrebbe soggiornare abitualmente in alberghi di lusso oppure potrebbe voler festeggiare un anniversario importante concedendosi per una sola notte un'esperienza che normalmente non acquisterebbe.

Non possiamo saperlo.

Ma non abbiamo nemmeno bisogno di saperlo.

Per quella particolare occasione quella persona sta cercando volontariamente un'esperienza di livello superiore ed è ragionevole presumere che abbia preso in considerazione un budget coerente con ciò che sta cercando.

Nel luxury escorting accade qualcosa di molto simile.

L'uomo che cerca "escort lusso Milano" non ci sta consegnando la propria dichiarazione dei redditi.

L'uomo che cerca "escort lusso Milano" ci sta però dichiarando un'intenzione.

Ed è quell'intenzione che 1001notte cerca di intercettare, e quasi sempre ci riesce.

Il mercato rionale e la boutique di Via Montenapoleone

Facciamo un altro esempio, ancora più semplice.

Una persona entra in un mercato rionale. Quella persona guarda le bancarelle, osserva la merce, chiede un prezzo e magari prova anche a contrattare.

La stessa persona, qualche giorno dopo, entra in una boutique di Via Montenapoleone a Milano.

La persona è sempre la stessa.

Il suo reddito è lo stesso. Il suo conto corrente è lo stesso. La sua carta di credito è la stessa.

Eppure qualcosa cambia quasi automaticamente.

Quella persona sa di essere entrata in un ambiente diverso. Quella persona non si aspetta di trovare una maglietta da 9,99 euro. Quella persona osserva prodotti diversi, si aspetta un servizio diverso e sa che, se deciderà di acquistare, sicuramente spenderà una cifra diversa, diciamo notevole.

Molto spesso cambia persino il modo in cui quella persona si pone.

Non perché qualcuno all'ingresso abbia verificato che quella persona appartenga a una determinata classe sociale.

È stata quella persona a scegliere di entrare in quella boutique.

Questo particolare è fondamentale per comprendere 1001notte.

1001notte non può certificare preventivamente il patrimonio, l'educazione o le intenzioni personali dei propri visitatori.

1001notte può però lavorare affinché un uomo che sta cercando un'esperienza luxury trovi la boutique proprio nel momento in cui sta cercando quell'esperienza.

Il primo filtro non è quindi il reddito del visitatore. Il primo filtro è la sua intenzione.

Ma attenzione.

A questo punto 1001notte ha fatto soltanto una parte del lavoro.

Forse la parte più importante deve ancora cominciare.

L'uomo è arrivato nella boutique. Adesso trova te

Torniamo al nostro uomo.

L'uomo ha cercato "escort lusso Milano". Google gli ha proposto 1001notte. L'uomo entra nella directory dedicata a Milano.

Adesso davanti a quell'uomo ci sono diversi profili.

Ed è esattamente in questo momento che una parte molto importante della selezione passa dalle mani della piattaforma alle mani dell'inserzionista.

L'uomo vede una fotografia di copertina.

Quella fotografia può fermare il suo sguardo oppure può lasciarlo completamente indifferente.

Se la fotografia lo incuriosisce, l'uomo apre il profilo.

L'uomo guarda le altre fotografie di quella specifica inserzionista. Legge il nome. Legge la presentazione. Può trovare un video. Può ascoltare una presentazione audio. Può leggere informazioni che gli fanno capire meglio chi ha davanti e quale tipo di esperienza quella donna desidera proporre.

Ogni elemento modifica la sua percezione.

Ogni elemento può aumentare il suo interesse, oppure spegnerlo.

Ogni elemento può attirare una determinata persona e contemporaneamente allontanarne un'altra.

Ed è proprio questo il punto che spesso viene dimenticato:

un buon annuncio non deve necessariamente piacere a tutti.

Un annuncio realmente selettivo deve anche avere il coraggio di non piacere alla persona sbagliata.

La fotografia deve fermare lo sguardo della persona che vuoi attirare.

La presentazione deve dare a quella persona un motivo per continuare a leggere.

Le informazioni devono aiutarla a capire se ciò che sta cercando è compatibile con ciò che proponi.

Il tono deve comunicare il tuo posizionamento.

Persino ciò che decidi di non offrire può diventare un filtro.

Per questo possiamo riassumere il percorso con due frasi molto semplici:

1001notte seleziona l'intenzione.

L'annuncio dell'inserzionista seleziona l'interesse.

E nessuna statistica può sostituire questo passaggio.

Due inserzioniste apparentemente identiche possono ottenere risultati completamente diversi

Immaginiamo adesso due inserzioniste.

Chiamiamole semplicemente Inserzionista A e Inserzionista B.

Entrambe hanno Roma come città principale (è un esempio).

Entrambe hanno scelto la stessa categoria.

Entrambe hanno acquistato la stessa Formula Prestige.

Se guardassimo soltanto questi tre dati, potremmo essere tentati di considerarle statisticamente comparabili.

In realtà potrebbero non esserlo affatto.

L'Inserzionista A utilizza una fotografia di copertina straordinaria. Quando il visitatore apre il suo profilo trova una galleria fotografica professionale, un video ben realizzato, una presentazione personale originale e una presentazione audio. L'Inserzionista A ha scelto con attenzione anche le città aggiuntive nelle quali essere visibile e alcune di quelle località generano ulteriore traffico verso il suo profilo principale.

L'Inserzionista B ha la stessa Formula Prestige, ma utilizza fotografie mediocri. La sua presentazione è quasi identica a quella pubblicata su altri 4 portali. Non ha caricato un video. Oppure ha caricato un video poco efficace. Ha scelto città aggiuntive differenti. Utilizza modalità di contatto completamente diverse.

A questo punto avrebbe davvero senso chiedere:

"Quanti contatti genera mediamente una Formula Prestige?"

Prestige è la stessa.

Roma è la stessa.

La categoria è la stessa.

Ma praticamente tutto ciò che il visitatore vede, percepisce e può fare è differente.

E non abbiamo ancora considerato il periodo dell'anno.

Roma durante un grande evento internazionale non è necessariamente la stessa Roma di una settimana qualsiasi.

Cortina in alta stagione non è Cortina in un periodo di bassa stagione.

Una località balneare ad agosto non intercetta necessariamente lo stesso pubblico che intercetta a febbraio.

Una Chic Location può improvvisamente diventare interessante perché un potenziale cliente straniero vi soggiorna per alcune settimane.

Le combinazioni diventano rapidamente centinaia.

Ecco perché una Formula non può promettere un determinato numero X di contatti.

La Formula mette a disposizione strumenti e visibilità. È l'inserzionista che gioca la partita utilizzando quegli strumenti.

Quando l'uomo vuole contattarti comincia un'altra selezione

Torniamo ancora una volta al nostro uomo.

La fotografia ha funzionato.

La presentazione ha funzionato.

L'uomo è interessato.

Adesso l'uomo vuole entrare in contatto con l'inserzionista.

Anche questo passaggio viene spesso sottovalutato, perché sembra naturale pensare che più modalità di contatto sono disponibili, meglio è.

Telefono.

WhatsApp.

Telegram.

Email.

Modulo di contatto.

Instagram.

Sito personale.

Sette porte aperte sembrano offrire sette opportunità.

In realtà sette porte aperte permettono anche a chiunque di scegliere la porta che richiede meno impegno.

Ed ecco arrivare:

"Ciao."

"Info?"

"Quanto?"

"Chiamami."

"Foto?"

A quel punto l'inserzionista può ritrovarsi a trascorrere una parte considerevole della propria giornata rispondendo a telefonate, WhatsApp, Telegram, email e messaggi provenienti da canali differenti.

L'inserzionista ha certamente ottenuto molti contatti.

Ma ha ottenuto ciò che desiderava?

Se apri tutte le porte contemporaneamente, non sorprenderti se finirai per fare la centralinista invece di scegliere le persone che desideri conoscere.

La facilità di contatto non è necessariamente un vantaggio nel luxury escorting.

A volte una piccola difficoltà è precisamente ciò che serve.

Quella difficoltà si chiama "frizione".

La frizione obbliga il potenziale cliente a fare qualcosa in più.

Leggere.

Capire.

Presentarsi.

Scrivere qualche riga.

Rispettare una richiesta.

Fornire le informazioni che l'inserzionista considera necessarie.

Ogni piccolo passaggio elimina qualcuno.

Ed è proprio questo lo scopo di un filtro.

Il sito personale può diventare il secondo filtro

Per un'inserzionista realmente selettiva, il proprio sito personale può essere uno strumento particolarmente efficace.

Il profilo pubblicato su 1001notte ha catturato l'interesse dell'uomo.

A quel punto l'inserzionista può accompagnare l'uomo verso il proprio sito personale.

Sul sito personale l'uomo può conoscere meglio la donna. L'uomo può leggere una presentazione più approfondita. L'uomo può trovare le risposte alle domande frequenti. L'uomo può conoscere disponibilità, modalità, condizioni ed eventualmente prezzi, se l'inserzionista desidera renderli pubblici.

In questo modo accade una cosa apparentemente banale, ma molto importante.

Molte domande vengono risposte prima di diventare messaggi.

Quando quell'uomo arriverà finalmente al contatto, quell'uomo avrà già compiuto un percorso.

Non avrà più bisogno di scrivere semplicemente "info?", perché le informazioni le ha già trovate.

A quel punto quell'uomo dovrà avere qualcosa da dire.

Un buon sito personale, quindi, non serve soltanto a farsi conoscere.

Un buon sito personale può servire anche a evitare di doversi spiegare cento volte al giorno.

E poi c'è l'esclusività. Quella vera.

Torniamo ancora al nostro visitatore.

L'uomo ha cercato "escort lusso Milano".

L'uomo è arrivato su 1001notte.

L'uomo ha visto una donna che lo ha colpito.

L'uomo ha letto la sua presentazione e adesso vuole sapere qualcosa di più.

Che cosa fa?

Molto probabilmente fa quello che ormai facciamo tutti quando qualcosa ci interessa.

La cerca su Google.

Cerca il suo nome.

Cerca il suo numero di telefono.

Può utilizzare una ricerca per immagini.

Può controllare dove quella donna è presente.

I visitatori non sono ingenui. E più un uomo sta valutando un'esperienza importante, più è ragionevole aspettarsi che quell'uomo voglia capire chi ha davanti.

Immaginiamo allora che quell'uomo scopra lo stesso identico nome, le stesse fotografie, la stessa biografia e lo stesso numero di telefono su cinque portali generalisti.

La donna non è improvvisamente diventata meno bella.

La donna non è improvvisamente diventata meno interessante.

Ma è successo qualcos'altro.

È cambiata la percezione della sua esclusività.

L'uomo era entrato nella boutique e ha scoperto che ciò che aveva attirato la sua attenzione nella boutique è esposto, nello stesso identico modo, in moltissime altre vetrine.

Questo non significa affatto che un'inserzionista presente su 1001notte non debba utilizzare altri siti.

1001notte non pretende l'esclusiva.

Il problema non è essere presenti in ambienti differenti.

Il problema può essere presentarsi nello stesso identico modo in ambienti che parlano a pubblici differenti.

Una donna può utilizzare un portale generalista e contemporaneamente costruire una presenza diversa su una boutique dedicata al luxury escorting.

L'inserzionista può utilizzare fotografie differenti.

L'inserzionista può utilizzare una presentazione differente.

L'inserzionista può utilizzare, quando lo ritiene opportuno, un nome d'arte differente e recapiti dedicati.

L'inserzionista può costruire condizioni e modalità di contatto coerenti con il pubblico che desidera intercettare.

Non significa fingere di essere persone diverse.

Significa fare ciò che qualunque marchio o brand fa quando comunica con segmenti di pubblico differenti:

adattare la propria presenza al contesto.

In altre parole:

indossa il vestito giusto per l'evento giusto.

L'esclusività non significa necessariamente essere introvabili altrove.

L'esclusività significa anche dare a un determinato pubblico una ragione concreta per percepire quella presenza come diversa.

"Però sull'altro sito il telefono squilla continuamente"

Arriviamo adesso a una delle situazioni più interessanti e, probabilmente, a una delle più difficili da spiegare.

Un'inserzionista proviene da un grande portale generalista.

Su quel portale il telefono squilla continuamente.

Arrivano WhatsApp al mattino, al pomeriggio, alla sera, e pure in piena notte.

Arrivano richieste.

Arrivano domande.

Arrivano messaggi di una parola.

Arrivano contatti interessanti e contatti completamente inutili.

Ma arriva continuamente qualcosa.

Quella continua attività produce una sensazione psicologica molto potente nella testa dell'inserzionista:

il mio annuncio è vivo.

Il telefono che squilla è una risposta immediata.

Il pallino rosso su WhatsApp è una risposta immediata.

Cinque nuovi messaggi sono una risposta immediata.

Anche quando quattro di quei cinque messaggi non porteranno da nessuna parte, l'inserzionista percepisce movimento.

Poi la stessa inserzionista pubblica un annuncio su 1001notte.

Il telefono non squilla con la stessa frequenza.

WhatsApp non si riempie con la stessa velocità.

Ed è facilissimo arrivare alla conclusione:

"Qui non funziona."

Ma siamo sicuri che sia questo il metro corretto?

Se una boutique intercetta un segmento molto più piccolo di persone che stanno cercando un'esperienza differente, sarebbe paradossale aspettarsi dalla boutique lo stesso rumore prodotto da un mercato generalista.

E soprattutto bisogna guardare dove arrivano i contatti.

Dalla nostra esperienza e dai feedback spontanei ricevuti nel tempo dalle inserzioniste, la maggioranza dei contatti più interessanti utilizzano proprio il canale che molte inserzioniste considerano meno importante: l'email. E ci sono delle ragioni ben precise che giustificano questa scelta da parte dei gentlemen.

L'email richiede più tempo di un "ciao" su WhatsApp.

L'email permette a un uomo di presentarsi.

L'email permette di formulare una proposta.

L'email permette all'inserzionista di leggere con calma e decidere se rispondere.

Eppure esistono inserzioniste che non controllano regolarmente l'email. Alcune inserzioniste preferiscono addirittura non essere contattate tramite email, e lo scrivono esplicitamente nella loro presentazione.

Poi quelle stesse inserzioniste possono concludere che il sito non genera contatti perché il loro telefono non squilla.

Ecco il paradosso.

L'inserzionista ha chiuso la porta utilizzata dal pubblico che vorrebbe raggiungere e poi misura il risultato contando quante persone bussano alle altre porte.

Per questo il silenzio merita di essere interpretato con attenzione.

Il silenzio non è sempre assenza di risultato. A volte è semplicemente il rumore che non è arrivato.

Una nicchia non può e non deve produrre il rumore di un mercato di massa

Esiste poi un altro errore di prospettiva.

Un grande portale generalista può avere un numero enorme di visitatori.

Ma quello stesso grande portale può avere anche centinaia o migliaia di annunci nella stessa area geografica.

Una boutique come 1001notte intercetta invece un segmento molto più piccolo del pubblico.

Le persone che cercano esplicitamente "escort lusso", "accompagnatrice di lusso", "escort alto livello" o altre espressioni coerenti con un'esperienza premium sono inevitabilmente meno numerose di quelle che cercano semplicemente "escort".

Ma anche il numero di inserzioniste presenti nella boutique è enormemente inferiore.

Il dato interessante, quindi, non è soltanto:

"Quanti visitatori ha questo sito?"

Bisognerebbe chiedersi anche:

"Fra quante inserzioniste viene distribuita l'attenzione di quei visitatori?"

Esempio: un ristorante da mille coperti e un piccolo ristorante da venti tavoli non hanno bisogno dello stesso numero di clienti per essere entrambi pieni.

Il piccolo ristorante non è necessariamente un fallimento perché non serve mille persone.

È stato costruito per servirne venti.

Una nicchia funziona nello stesso modo.

1001notte non nasce per trasformare un piccolo segmento premium in un mercato di massa.

1001notte cerca di mettere un numero limitato di profili davanti a quel numero più limitato di persone che stanno cercando proprio quel tipo di esperienza.

Per questo confrontare soltanto i volumi può essere profondamente fuorviante.

Il mercato generalista e la boutique non stanno necessariamente vendendo lo stesso "prodotto" allo stesso pubblico.

Non c'è bisogno di stabilire quale dei due modelli sia migliore.

Sono modelli differenti.

Il problema nasce quando un'inserzionista entra nella boutique e pretende che la boutique si comporti esattamente come il mercato dal quale proviene.

Possiamo davvero sapere se i nostri visitatori sono Gentlemen?

A questo punto dobbiamo fare una domanda anche a noi stessi.

1001notte utilizza da tempo una definizione molto impegnativa:

"Il sito #1 in Italia utilizzato dai Gentlemen."

È una frase forte, ma è uno slogan.

Ed è quindi corretto domandare:

sulla base di cosa possiamo affermare che un visitatore sia realmente un gentleman?

La risposta più corretta e trasparente è molto semplice:

non possiamo saperlo in anticipo.

1001notte non conosce il patrimonio del visitatore.

1001notte non sa se il visitatore sia sposato, single, imprenditore, pensionato, dirigente oppure operaio, salvo ciò che il visitatore stesso decide eventualmente di dichiarare all'inserzionista.

1001notte non può sapere automaticamente come quell'uomo si comporterà dopo aver contattato un'inserzionista.

1001notte non ascolta le telefonate private tra visitatori e inserzioniste.

1001notte non legge le conversazioni WhatsApp private.

1001notte non può sapere se ogni contatto diventerà un incontro e, soprattutto, non può sapere automaticamente quale sarà la qualità di quell'incontro.

E non avrebbe senso fingere il contrario.

Quello che 1001notte può fare è un'altra cosa.

1001notte può cercare di intercettare un uomo nel momento in cui quell'uomo esprime un'intenzione coerente con il luxury escorting.

1001notte può costruire intorno a quella ricerca un ambiente coerente con le aspettative che quella stessa ricerca esprime.

1001notte può mettere a disposizione dell'inserzionista strumenti che le permettono di presentarsi, differenziarsi e decidere quanto rendere facile o difficile il contatto.

Poi arriva un punto nel quale la piattaforma deve necessariamente fermarsi.

Da quel momento è il comportamento dell'uomo a dimostrare se quell'uomo sia davvero un gentleman.

E sarà soprattutto l'inserzionista a scoprirlo.

Il modo in cui quell'uomo si presenta.

Il modo in cui scrive.

Le parole che sceglie.

Le domande che pone.

Il rispetto che dimostra.

La proposta che formula.

La capacità di accettare condizioni e limiti.

Sono questi elementi, non una keyword digitata su Google, a raccontare la persona.

Il search intent non certifica il gentleman.

Il search intent ci permette di intercettare una persona quando quella persona sta cercando un'esperienza che noi abbiamo scelto di rivolgere ai gentlemen.

La differenza sembra sottile.

In realtà è enorme.

E allora che cosa sappiamo veramente?

Sappiamo ciò che possiamo osservare direttamente.

Sappiamo attraverso quali ricerche una parte del pubblico raggiunge 1001notte.

Sappiamo quali pagine vengono visitate.

Sappiamo quali profili attirano maggiore attenzione all'interno della piattaforma.

Sappiamo che fotografie, presentazioni, video, audio, località, città aggiuntive, stagionalità e modalità di contatto possono cambiare radicalmente il percorso di un visitatore.

E poi abbiamo un'altra fonte di informazione che non vogliamo trasformare in una statistica scientifica perché non lo è:

i feedback spontanei delle inserzioniste.

Nel corso del tempo le inserzioniste ci raccontano ciò che accade.

Alcune inserzioniste ci mostrano i messaggi ricevuti.

Alcune inserzioniste raccontano di proposte particolarmente interessanti.

Alcune inserzioniste raccontano che determinati contatti si sono trasformati in esperienze concrete.

Alcune inserzioniste raccontano di aver ricevuto proposte wow letteralmente da mille e una notte.

Alcune inserzioniste raccontano delusione e frustrazione.

Da queste testimonianze emerge nel tempo un fenomeno ricorrente.

Le inserzioniste che costruiscono profili particolarmente curati e coerenti, che utilizzano modalità di contatto più selettive e, soprattutto, che riescono a mantenere una presenza realmente distinta rispetto a quella utilizzata sui portali generalisti, tendono a riferirci risultati qualitativamente più interessanti.

Questo non significa che possiamo trasformare quell'esperienza in una percentuale universale.

Non possiamo dire:

"Se togli il bottone di contatto Whatsapp aumenterai del 37% gli incontri di qualità."

Sarebbe ridicolo.

Non possiamo dirlo perché ogni inserzionista è differente, ogni profilo è differente, ogni città è differente, ogni periodo è differente e ogni uomo che arriva davanti a quell'annuncio è differente.

Possiamo però riconoscere i pattern che continuano a ripresentarsi.

Ed è esattamente questo il valore dell'esperienza.

L'esperienza non serve sempre a produrre una percentuale. A volte serve a riconoscere ciò che continua ad accadere.

Alla fine, chi decide se un annuncio funziona?

Siamo tornati alla domanda iniziale.

"Quanti contatti riceverò?"

Dopo tutto questo percorso, probabilmente è più facile capire perché una risposta del tipo "riceverai X contatti al mese" sarebbe molto rassicurante ma poco seria.

1001notte può lavorare sul pubblico che intercetta.

1001notte può lavorare sul proprio posizionamento.

1001notte può mettere a disposizione una determinata visibilità e determinati strumenti.

Ma poi esiste l'annuncio.

E dietro quell'annuncio esiste sempre una regia.

La regia è dell'inserzionista.

È l'inserzionista che sceglie la fotografia.

È l'inserzionista che sceglie come raccontarsi.

È l'inserzionista che decide se utilizzare un video.

È l'inserzionista che decide quali città extra aggiungere.

È l'inserzionista che decide se pubblicare il proprio telefono.

È l'inserzionista che decide se aprire WhatsApp.

È l'inserzionista che decide se privilegiare l'email.

È l'inserzionista che decide se utilizzare un proprio sito personale come ulteriore filtro.

È l'inserzionista che decide se presentarsi su 1001notte esattamente come si presenta su altri cinque portali oppure se costruire per la boutique una presenza differente.

Ed è ancora l'inserzionista che, quando finalmente arriva un uomo, decide se quell'uomo meriti una risposta.

Per questo forse la domanda "quanti contatti riceverò?" non deve essere eliminata.

Deve essere completata.

Da quale intenzione nasce quel contatto?

Che cosa troverà quell'uomo quando arriverà sul mio annuncio?

Il mio profilo gli sembrerà qualcosa di particolare oppure qualcosa che ha già visto altrove?

Gli sto offrendo un percorso per conoscermi oppure gli sto semplicemente mostrando sei pulsanti per contattarmi?

Sto misurando il successo contando quante volte squilla il telefono oppure contando quante opportunità meritano davvero la mia attenzione?

Sono domande meno semplici.

Ma forse sono proprio le domande che un'inserzionista dovrebbe porsi prima di scegliere una boutique.

Perché un grande mercato e una boutique possono entrambi funzionare perfettamente.

Semplicemente, non funzionano allo stesso modo.

Il mercato classico vive anche di volume, velocità e rumore.

La boutique vive di ricerca, aspettativa, differenziazione e selezione.

E quando tutto il percorso funziona, dalla ricerca iniziale fino al primo vero contatto, può accadere qualcosa che dall'esterno è molto difficile misurare.

Il telefono magari non ha squillato cinquanta volte.

WhatsApp magari non ha prodotto cento notifiche.

Forse è arrivato soltanto un messaggio.

Ma era il messaggio che l'inserzionista sperava di ricevere.

Perché le proposte migliori non hanno bisogno di fare rumore per esistere.

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