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Punter vs Gentlemen: confronto tra cliente transazionale e cliente premium nel mondo dell'escorting

Punters vs Gentlemen: due modi diversi di vivere l'escorting

Non una classifica tra clienti migliori e peggiori, ma due modi differenti di cercare, scegliere e vivere un incontro: aspettative, tempi, budget e priorità possono cambiare profondamente.

Ogni mercato sviluppa nel tempo un proprio linguaggio. Parole nate nella lingua comune assumono significati particolari, riconoscibili soprattutto da chi quel mercato lo frequenta o lo conosce professionalmente.

Nel mondo dell'escorting esiste da molti anni una parola utilizzata soprattutto nel mondo anglosassone per indicare il cliente: punter.

Non è un'invenzione dei portali escort. Il termine appartiene all'inglese britannico e possiede diversi significati: può indicare chi scommette, genericamente un cliente e, nello slang, anche il cliente di una sex worker. È un'accezione documentata anche dai dizionari della lingua inglese, come il Cambridge Dictionary.

Nel corso degli anni il termine è entrato anche nel vocabolario delle community italiane dedicate all'escorting.

Su 1001notte, invece, da molti anni utilizziamo un'altra parola:

Gentlemen.

È anche alla base del nostro slogan: “Il sito #1 scelto dai Gentlemen”.

Ma cosa intendiamo realmente quando utilizziamo questa definizione?

Gentleman non significa necessariamente gentiluomo

È importante chiarirlo subito.

Quando 1001notte utilizza la parola Gentleman, non pretende di certificare le qualità morali, l'educazione, la ricchezza o l'affidabilità di una persona.

Esattamente come un punter non deve essere interpretato letteralmente attraverso il significato originario della parola inglese, il nostro Gentleman non deve essere necessariamente immaginato come il gentiluomo di altri tempi.

È prima di tutto una definizione di segmento.

Dopo oltre venticinque anni di esperienza nel settore dell'escorting online, abbiamo sentito la necessità di dare un nome a una tipologia di cliente che cerca qualcosa di diverso.

“Cliente premium” sarebbe probabilmente una definizione tecnicamente corretta.

Ma è un'espressione fredda, generica, appartenente soprattutto al linguaggio del marketing.

Noi abbiamo scelto Gentleman.

E allora, chi è il punter?

Prima di descrivere le differenze è necessario evitare un equivoco.

Punter non è un insulto.

Non indica necessariamente un cliente sgradevole, irrispettoso o di basso livello sociale. Non dice nulla, da solo, sulla professione, sull'istruzione, sulla disponibilità economica o sul valore personale di chi viene definito in questo modo.

Descrive piuttosto un modo di avvicinarsi al mercato nel quale la componente transazionale tende ad avere un peso importante.

Il punter vuole sapere cosa viene offerto, quanto costa, quanto dura l'incontro, quali prestazioni sono previste, dove si trova l'inserzionista e quando è disponibile.

Spesso confronta più alternative. Può attribuire molta importanza al rapporto tra prezzo, tempo e ciò che ritiene di ottenere in cambio.

Non c'è nulla di misterioso in questo comportamento: sta acquistando un servizio e tende a valutarlo come tale.

Le community sviluppatesi intorno a questo modello rendono il fenomeno facilmente osservabile. Nei forum specializzati vengono pubblicate recensioni, confrontate esperienze, discusse tariffe, durata degli incontri, caratteristiche delle inserzioniste e condizioni ottenute. Lo stesso termine punter viene normalmente utilizzato dagli utenti per definire se stessi e gli altri partecipanti. Un esempio italiano è rappresentato da una delle principali community italiane dedicate ai punter.

Quando l'incontro diventa un bisogno da soddisfare subito

Nel mercato più transazionale, “immediatezza” può significare molto più di oggi o questa sera.

Può significare tra quindici minuti.

Una ricerca fatta durante la pausa pranzo, appena terminato il turno di lavoro o lungo il tragitto verso casa. Una disponibilità cercata quasi come si cercherebbe un bar ancora aperto, un'area di servizio lungo l'autostrada o un posto dove fermarsi prima di rincasare.

In questi casi l'incontro rischia di trasformarsi in una necessità da soddisfare nel minor tempo possibile: trovare chi è disponibile, verificare il prezzo, raggiungerla, consumare l'incontro e continuare la propria giornata.

È una realtà poco romantica e, vista dall'esterno, può apparire anche molto triste o squallida. Ma sarebbe ingenuo fingere che non rappresenti una parte enorme del mercato escort generalista.

Dopo oltre venticinque anni nel settore, la nostra percezione è che questo modello costituisca ancora la componente largamente prevalente della domanda. Non esistono dati affidabili che permettano di attribuirgli una percentuale precisa e sarebbe scorretto inventarne una, ma certamente non si tratta di un fenomeno marginale.

Il segmento che su 1001notte definiamo Gentlemen nasce anche dalla necessità di distinguere una domanda differente: meno impulsiva, più selettiva e spesso più programmata.

“Quanto?”: quando il prezzo viene prima di tutto il resto

Esiste una parola che riassume perfettamente uno degli approcci diventati quasi standard nel mercato generalista:

“Quanto?”

Nessun saluto. Nessuna presentazione. Nessuna indicazione sulla durata, sul luogo, sul tipo di incontro desiderato o sulle aspettative.

A volte nemmeno il nome della persona che sta scrivendo.

Soltanto il prezzo.

Per chi lavora da tempo in questo mercato può sembrare quasi normale proprio perché è diventato estremamente frequente. Ma frequente non significa necessariamente sensato.

Il problema non è chiedere il prezzo. Il prezzo è una componente legittima di qualsiasi rapporto commerciale.

Il problema nasce quando il prezzo arriva prima della persona, prima del contesto e prima perfino di sapere che cosa si sta chiedendo.

Il commento spontaneo di un'inserzionista

“Mi chiedono semplicemente: quanto? Ma cosa dovrei rispondere davanti a una domanda del genere? Quanto per cosa? Cosa vorresti fare? Per quanto tempo? Dove? Ma soprattutto: chi sei?

È come telefonare a un ristorante e chiedere soltanto: quanto? Quanto cosa? In quanti siete? Volete pranzare o cenare? Cercate carne o pesce? Avete preferenze particolari? Conoscete il nostro tipo di cucina?

Prima ancora del prezzo manca completamente il contesto.”

Non si tratta di una risposta raccolta attraverso questionari, monitoraggi o attività di consulenza. È uno dei feedback spontanei che, nel corso degli anni, alcune inserzioniste hanno scelto liberamente di condividere con 1001notte.

La metafora del ristorante è particolarmente efficace perché mette in evidenza un elemento spesso dimenticato: chiedere “quanto?” senza spiegare nulla presuppone che qualsiasi incontro sia sostanzialmente intercambiabile con un altro e che il prezzo possa essere determinato prima ancora di conoscere ciò che si desidera.

È esattamente qui che il mercato transazionale e quello premium iniziano a prendere strade differenti.

La cultura della recensione

La stessa logica può continuare anche dopo l'incontro.

Nel modello del punter, la recensione può diventare una componente importante dell'esperienza.

Non soltanto un semplice “mi sono trovato bene” oppure “non mi sono trovato bene”.

In alcune community vengono descritti in maniera molto dettagliata durata dell'incontro, prezzo, caratteristiche fisiche, pratiche, atteggiamento, disponibilità e differenze rispetto a esperienze precedenti.

Non è raro incontrare discussioni sulla possibilità di aver ottenuto più tempo, condizioni considerate più favorevoli oppure determinate prestazioni rispetto alla tariffa concordata.

In alcuni casi si crea quasi una competizione implicita: chi ha sperimentato più incontri, chi ha pubblicato più recensioni, chi è riuscito a ottenere condizioni migliori, più tempo o più “servizi” rispetto ad altri utenti.

La persona incontrata rischia così di trasformarsi in qualcosa da misurare, confrontare e recensire.

1001notte ha scelto da tempo una posizione molto diversa su questo tema, spiegata approfonditamente nell'articolo Etica e qualità: perché 1001notte è contro le recensioni.

Il fenomeno non è soltanto oggetto di discussione all'interno del settore. La cultura delle recensioni nel sex work online è diventata anche materia di ricerca scientifica.

Alcuni studi hanno analizzato il modo in cui i clienti condividono e valutano pubblicamente le proprie esperienze e le dinamiche che si sviluppano all'interno di queste community. Un approfondimento è disponibile nello studio scientifico sulle community e sulle recensioni dei clienti nel sex work online.

Ricerche più recenti hanno inoltre analizzato il linguaggio utilizzato nelle recensioni pubblicate dai punter, rilevando in una parte del materiale esaminato anche forme di linguaggio oggettivante o misogino. È possibile approfondire questo aspetto attraverso lo studio accademico sul linguaggio delle recensioni dei punter.

Questo non significa naturalmente che ogni punter utilizzi quel linguaggio, manchi di rispetto alle inserzioniste o condivida pubblicamente le proprie esperienze.

Significa qualcosa di più preciso: quando l'escorting viene vissuto soprattutto attraverso recensione, comparazione e valutazione della prestazione, possono svilupparsi aspettative e comportamenti molto differenti da quelli presenti in altri segmenti del mercato.

Il Gentleman cerca qualcosa di diverso

Il cliente che su 1001notte definiamo Gentleman non è necessariamente più ricco del punter.

E non è necessariamente più educato.

La differenza fondamentale è un'altra:

cerca un'esperienza diversa e tende a cercarla in modo diverso.

Il prezzo continua naturalmente ad avere importanza. Siamo comunque all'interno di una relazione commerciale e ignorarlo significherebbe raccontare qualcosa che non corrisponde alla realtà.

Ma il prezzo tende a non essere l'unico parametro e, in alcuni casi, nemmeno quello decisivo.

Entrano maggiormente in gioco la selezione della persona, la discrezione, l'atmosfera, la qualità del tempo trascorso insieme, la capacità di conversare, l'ambiente, una cena, un viaggio, la possibilità di programmare con calma l'incontro e la compatibilità reciproca.

Il Gentleman può naturalmente desiderare anche una prestazione. Sarebbe ipocrita negarlo.

Ma nel modello premium la prestazione tende a essere una componente dell'esperienza, non necessariamente l'unico motivo per cui quell'esperienza viene scelta.

Cambia anche il rapporto con il tempo

Uno degli elementi che meglio aiuta a comprendere la differenza tra i due modelli è proprio il rapporto con il tempo.

Da una parte può esserci la ricerca di qualcuno disponibile entro pochi minuti.

Dall'altra possono esserci contatti e organizzazioni con giorni o settimane di anticipo.

Un incontro premium può inserirsi all'interno di un viaggio di lavoro, di un soggiorno in una determinata città, di una cena, di un weekend o di un'esperienza più articolata.

La persona viene scelta, non semplicemente trovata disponibile.

Anche l'attesa può diventare parte dell'esperienza.

Non perché una modalità sia moralmente migliore dell'altra.

Perché si stanno cercando esperienze differenti.

Prestazione ed esperienza

Forse questa è la distinzione più immediata con cui descrivere i due modelli.

Nel modello punter, l'incontro tende a essere acquistato, misurato e confrontato come una prestazione.

Nel modello Gentleman, la prestazione esiste ma tende a essere assorbita dentro un'esperienza più ampia.

Nemmeno questa distinzione deve però diventare una gabbia.

La stessa persona potrebbe comportarsi da punter in una determinata circostanza e cercare invece un'esperienza da Gentleman in un'altra.

Potrebbe desiderare oggi un incontro semplice, immediato e chiaramente transazionale e, qualche mese dopo, organizzare con largo anticipo una serata, una cena o un viaggio con una persona accuratamente selezionata.

Per questo Punter e Gentleman descrivono meglio il tipo di domanda che l'identità dell'uomo che la esprime.

Anche il budget può cambiare, ma non basta il denaro

Naturalmente i due segmenti possono presentare budget differenti.

Un'esperienza che comporta maggiore disponibilità di tempo, trasferimenti, strutture di livello elevato, cene, soggiorni o viaggi può richiedere disponibilità economiche superiori.

Ma sarebbe un errore definire Gentleman semplicemente come “quello che spende di più”.

Una persona può avere enormi disponibilità economiche e comportarsi secondo una logica esclusivamente transazionale, cercando continuamente il prezzo migliore o tentando di ottenere il massimo possibile dalla tariffa concordata.

Un'altra può avere un budget molto più normale ma programmare l'incontro, rispettare tempi e condizioni, scegliere attentamente la persona da incontrare e attribuire valore alla discrezione e alla qualità complessiva dell'esperienza.

Il premium non è soltanto un prezzo. È un posizionamento.

E, soprattutto, il contrario di premium non è necessariamente economico: molto spesso è indifferenziato.

Quando una persona viene scelta soltanto perché disponibile in quel momento e perché il prezzo rientra in una determinata fascia, ciò che tende a scomparire è proprio la sua unicità.

Il rispetto non appartiene a una categoria

C'è infine una distinzione che riteniamo fondamentale.

L'educazione e il rispetto non dovrebbero essere prerogativa dei Gentlemen.

Dovrebbero appartenere a chiunque.

Esistono certamente punter rispettosi ed esistono persone che si definiscono gentlemen senza comportarsi affatto come tali.

Le categorie di cui stiamo parlando non assegnano patenti morali.

Descrivono soprattutto aspettative, modalità di ricerca e modi differenti di vivere il mercato.

Quando nelle community pubbliche compaiono recensioni che riducono una donna a un elenco di caratteristiche fisiche, prestazioni ottenute, minuti concessi e convenienza economica, il problema non è la parola punter.

Il problema è il modo in cui una persona ha scelto di considerare e raccontare un'altra persona.

Questa distinzione è importante, perché permette di parlare di comportamenti senza trasformare un'intera categoria di clienti in uno stereotipo.

Perché 1001notte li chiama Gentlemen

Quando 1001notte nacque, nel 2001, il mercato dell'escorting online era profondamente diverso da quello attuale.

In oltre venticinque anni sono cambiati siti, tecnologie, smartphone, social network, modalità di contatto e abitudini dei clienti.

Una cosa, però, non è cambiata:

non tutti cercano la stessa cosa.

Esiste un mercato maggiormente basato sull'immediatezza, sul prezzo, sulla disponibilità e sulla prestazione.

Ed esiste un segmento che attribuisce maggiore importanza alla selezione, alla discrezione, al tempo, all'atmosfera e alla qualità complessiva dell'esperienza.

Il primo possedeva già da tempo una parola molto diffusa per definire i propri clienti:

Punters.

Per il secondo, molti anni fa, 1001notte ha scelto la propria:

Gentlemen.

Non perché siano uomini migliori.

Ma perché cercano qualcosa di diverso.

Le parole servono anche a questo: dare un nome a differenze che esistono già. E quando, all'interno dello stesso mercato, cambiano aspettative, tempi, priorità e modo di vivere l'incontro, utilizzare termini differenti non significa dividere le persone. Significa semplicemente descrivere meglio ciò che stanno cercando.

Nota editoriale e storica di 1001notte

1001notte rivendica l'uso del termine Gentlemen per identificare, nel mercato dell'escorting, una precisa categoria di clientela distinta da quella tradizionalmente definita punter.

Per quanto ci risulta, 1001notte è stato tra i primi, e verosimilmente il primo portale italiano del settore, a utilizzare stabilmente questa parola con tale significato: non come semplice sinonimo di “gentiluomo”, ma come definizione del cliente premium, caratterizzato da aspettative, tempi, priorità e modalità di approccio differenti rispetto al modello più strettamente transazionale.

Non è possibile indicare oggi una data precisa di coniazione di questa accezione all'interno del progetto, ma il termine Gentlemen fa parte da molti anni del linguaggio, del posizionamento e dell'identità editoriale di 1001notte, fino a diventare parte integrante dello slogan “Il sito #1 scelto dai Gentlemen”.

Nel linguaggio di 1001notte, quindi, Gentleman non identifica necessariamente un “gentiluomo” nel significato letterale del termine e non costituisce una certificazione morale della persona. Identifica una categoria di clientela che 1001notte ha scelto di distinguere e nominare all'interno del mercato escort.

Questa definizione appartiene alla storia editoriale di 1001notte e al modo in cui il progetto ha scelto, nel corso degli anni, di dare un nome al segmento premium dell'escorting.

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